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CAGLIO, NOVEMBRE 2020

CASA PORRO RINASCE

SOGNI E PROGETTI DELLA NUOVA PROPRIETARIA

L’antica corte dei Porro è stata acquistata da una dottoressa milanese, Rosella, nel giugno del 2019: ricordiamo con piacere la sua disponibilità ad aprirci in quell’anno la casa per i Sapori nelle Corti, il nostro evento più importante dell’estate cagliese.
Ora che i lavori di ristrutturazione sono in pieno svolgimento, abbiamo chiesto a Rosella come ha trovato questa casa e come progetta di abitarla.
Ecco che cosa ci ha raccontato in una lunga intervista - da remoto, naturalmente – a ottobre 2020.

Rosella,
come sei arrivata a Caglio,
e a questa casa?
Conoscevi già il paese?

Una casa di campagna è sempre stata il mio sogno nel cassetto. Nel 2018 ho cominciato a guardarmi in giro in questo territorio. Non conoscevo Caglio, cercavo qualcosa vicino a Milano e raggiungibile anche senza l'auto. Un anno dopo ho venduto la casa dei miei genitori e mi sono trasferita: a quel punto mi sono messa a cercare con impegno...per metterci i mobili di mamma e papà! In realtà, era arrivato il momento giusto. Sono venuta a Caglio, girando per il paese, l'ho vista ed era la casa che sognavo.

Insomma,
il classico colpo di fulmine...

Davvero: mi è piaciuta subito perché è ampia, ariosa, e io amo i grandi spazi. Pensi che la casa non era nemmeno in vendita: ho rintracciato i proprietari con l'aiuto dell'architetto Behar, che ora sta seguendo la ristrutturazione. Sono iniziate le trattative col signor Porro e ci siamo accordati abbastanza in fretta; dovevamo fare il rogito già nel 2019, invece ci è voluto un altro anno, per problemi con alcuni dati catastali. Finalmente a giugno 2020 ce l’abbiamo fatta!

Che cosa diventerà
per te questa casa?
Hai già un’idea?

Visto che era il mio sogno, ci verrò molto spesso, sicuramente. Potrei anche pensare di trasferirmi a Caglio, chissà...vorrei che fosse aperta agli ospiti: persone care, come mia sorella e la mia amica del cuore, ma anche, magari più in là, qualche turista che apprezza il luogo. Accanto alla parte antica c’è un piccolo edificio, più recente, che ho anche acquistato e che potrebbe diventare una struttura di ospitalità.

È bello pensare che
un ambiente così suggestivo
possa essere apprezzato
da più persone.
E per gli ambienti interni?
Ha pensato ai colori, agli arredi…?

La disposizione degli ambienti resterà inalterata, come del resto chiede la legge, essendo un edificio protetto dalle Belle Arti. Manterrò tutti i camini, ad esempio. Per ristrutturare useremo finché è possibile materiali antichi, pavimenti in cotto, legno. Come arredi, nella mia camera metterò i mobili anni ‘50 dei miei genitori, per il loro valore affettivo; per le altre stanze, mi metterò in cerca di mobili rustici d’epoca, da abbinare a pezzi più moderni, ma sempre in uno stile coerente con la casa. Punterei sul classico marrone e su colori caldi.

A Caglio e dintorni
troverà di certo pezzi d’arredo
rustici, ce ne sono tanti nelle soffitte.
Invece per l’esterno,
come allestirà gli spazi aperti?
Pensa di creare un giardino?

Agli spazi aperti tengo molto, vorrei avere fiori ma anche piante da frutto e un orto. Sarebbe bello anche tenere degli animali da cortile, oltre naturalmente ai miei due gatti, che sono un punto fermo!

Ultima domanda:
che nome pensa di dare alla casa?

 

Sa che ci ho pensato, ma non ho ancora deciso? Da ragazza, quando sognavo la casa in campagna, volevo chiamarla “Pensione inglese”, ma non so se si addice. Mi dia ancora un po’ di tempo...

PASSATO E PRESENTE: LA RISTRUTTURAZIONE

La Vetrata Del Fienile
Sistemazione di stalle e fienili

Le stalle e i fienili, luogo del lavoro

La corte è una delle case storiche più grandi e imponenti di Caglio, e tra le più antiche, risalendo al XV secolo. Si trova al limite del borgo medievale di Funcai, la parte bassa del centro storico. L’ingresso principale dà su via Roma, la carrozzabile di accesso al paese, mentre il portone sul retro affaccia sulla via Biglieni, uno scorcio tra i più suggestivi del borgo, abbellito dalla grande riproduzione del dipinto Le due madri di Giovanni Segantini, collocata proprio sulla parete della casa (il grande pittore visse a Caglio un anno, nel 1885). Come per tutti gli edifici medievali, è la pietra a fare da protagonista delle architetture, simbolo di eternità come le montagne da cui proviene, ma anche emblema della fatica umana nelle lavorazioni austere e sofferte delle mura, degli archi e delle volte.

Trovandosi su un crinale, la casa si sviluppa su piani diversi. Al piano terra si trovano ben quattro stalle, di cui la principale è bellissima con la volta in sasso perfettamente conservata, il canale di scolo in pietra e la mangiatoia. Al piano di sopra ci sono i fienili, alti fino a 6 metri, con una bella apertura ad arco oggi murata.

 

La parte abitativa

Qui, dove i contadini hanno vissuto fino a pochi decenni fa, si svolgeva la vita della famiglia, in una completa fusione tra lavoro e vita privata. Al pianterreno la grande cucina, con il pavimento in cotto e il camino per cucinare e scaldare l’ambiente; un grande portico dà sull’aia con un bel prato. Al primo piano si trovano le camere da letto, con le classiche travi di legno sul soffitto. Infine i tipici loggiati in legno, usati per seccare le pannocchie ma anche come terrazzino in estate.

Nel rispetto delle leggi a difesa del paesaggio, ma anche assecondando una naturale inclinazione di Rosella, gli ambienti saranno conservati alla loro destinazione originaria. Le stalle, accatastate come deposito, manterranno la loro fisionomia, ospitando al più qualche oggetto decorativo. Solo una piccola stalla posteriore diventerà una camera per gli ospiti.

 

Il recupero dei materiali originari: sasso, legno e ferro

Tutti i serramenti saranno in ferro, il materiale più adatto alle strutture in pietra. Tutte le aperture saranno mantenute e quelle oggi murate saranno riaperte, ripristinando i contorni con il sasso locale. Per collegare i diversi piani, verranno rifatte le scale già presenti, negli stessi materiali: legno, graniglia e pietra. Nel fienile si costruirà una scala nuova in ferro e legno per raggiungere un piano intermedio.

Grande attenzione sarà dedicata al recupero delle parti esterne, che disegnano il paesaggio urbano del borgo, lasciandole inalterate salvo interventi di Idro lavaggio a pressione controllata del manufatto, stuccature a base di calce e trattamento consolidante e protettivo. Anche per il tetto si useranno per quanto possibile i coppi originali, e per il resto uguali agli originali.

Naturalmente si prevede l’inserimento dei nuovi impianti elettrici e idrici; la climatizzazione è del tipo in pompa di calore ad alimentazione elettrica. “Abbiamo puntato molto sul risparmio energetico, con vari interventi: coibentazione delle murature con un cappotto interno, materiali isolanti nella copertura, serramenti con alta efficienza energetica” spiega l’architetto Vittorio Behar, che sta seguendo con passione i lavori. “Ma per completare l’intervento dal punto di vista del risparmio energetico sarebbe utile l’installazione di pannelli solari in grado di produrre energia rinnovabile per l’impianto di climatizzazione. Purtroppo, questa nuova tecnologia, anche se proposta su una parte della casa defilata e non visibile, non è stata accettata dalla Soprintendenza. Non ci diamo per vinti e contiamo di sottoporre una nuova e diversa proposta”.

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