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Caglio, dicembre 2018

ARTE E STORIA A CAGLIO

LA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GERVASO E PROTASO

E LA CHIESETTA ADIACENTE DI SAN GIUSEPPE

Sono da poco terminati i lavori di sistemazione del tetto nella chiesetta di San Giuseppe, che affianca la parrocchiale di Caglio. E’ una bella occasione per raccontare la storia di questa chiesa, dedicata ai Santi Gervaso e Protaso, patroni del paese. Un edificio ricco di storia e di arte più di quanto possiamo immaginare. 

Caglio, una comunità cristiana presente già nel Medioevo

La chiesa è antichissima: se ne ha notizia fin dal 1300, come dipendenza della pieve di Asso. In quell’epoca esisteva un’unica parrocchia per i tre paesi di Caglio, Sormano e Rezzago, i “Monti di sera”. Quindi, la riunificazione delle parrocchie avvenuta nel 2006 è stata un ritorno al futuro!  
Fino al 1600 però la chiesa era molto piccola e modesta. Fu nientemeno che il cardinale Federico Borromeo – sì proprio quello dei Promessi Sposi manzoniani – ad autorizzare la costruzione di una nuova chiesa, più grande e prestigiosa, che però si concluse solo nel 1660 a causa di varie calamità, tra cui la famosa peste descritta dal Manzoni sempre nei Promessi Sposi.

Gli abbellimenti del periodo barocco

Nel periodo barocco sono stati costruiti il caratteristico altare a tempietto e la preziosa balaustra di marmo che vediamo all’interno, mentre è del 1728 la maestosa facciata, con il portale scolpito in serizzo, una bella pietra grigia molto usata in zona.
Alla fine del ‘700 l’interno fu abbellito con quattro quadri di Andrea Appiani, il grande pittore neoclassico che ritrasse Napoleone. Sempre all’ Appiani è attribuito l’affresco del soffitto, che ritrae i santi Gervaso e Protaso, la prima opera che diede notorietà all’artista milanese.
Infine nel 1913 fu realizzato il pallio di argento e bronzo dorato che oggi si 
nella chiesetta adiacente di S. Giuseppe.

I santi Gervaso e Protaso, giovanissimi martiri

I santi patroni di Caglio, Gervaso e Protaso, sono due fratelli gemelli (figli di Santa Valeria e San Vitale, ai quali è intitolata la chiesa omonima, piccolo gioiello romanico situato nella proprietà di Villa Giuliani al confine tra Caglio e Sormano), martiri della cristianità a soli 25 anni, durante le persecuzioni degli imperatori romani.
Recentissimamente, uno studio dell’Università di Milano ha analizzato i resti di Gervaso e Protaso - custoditi da sempre nella basilica milanese di S. Ambrogio - confermando numerose ipotesi sull’identità dei due santi: l’essere gemelli, la giovane età, il martirio per decapitazione.

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